Danae

Correggio (Antonio Allegri)
<p>Correggio (Antonio Allegri)</p>

<p><em>Danae</em></p>

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Data
1530 - 1530
Tecnica
olio su tela, cm 161x193
Posizione
Sala X - Sala di Ercole
Inventario
125
Provenienza
Mantova (metà del sec. XVI); vendita di Pompeo Leoni all'ambasciatore di Rodolfo II (1603); a Stoccolma (1652); a Roma presso Cristina di Svezia (1689); acquisto di Pierre Crozat in Francia (1721); collezione d'Orleans (1727); acquistato di Camillo Borghese a Parigi (1827).

L'opera raffigura l'istante in cui Danae, figlia del re di Argo - che l’aveva rinchiusa in una torre per evitare di generare - si congiunge a Giove trasformato in pioggia d'oro. Dalla loro unione nascerà Perseo che, come aveva predetto un oracolo, provocherà la morte del re.
La tela fa parte della serie degli Amori di Giove (insieme alla Leda, Il Ratto di Ganimede e Giove e Io) che Correggio dipinse per Federico II Gonzaga, allo scopo di farne dono a Carlo V in occasione della sua incoronazione a Bologna nel 1530. Danae è uno dei pochissimi dipinti di Correggio in cui la scena è ambientata in un interno domestico. L'intimità dell‘atmosfera è accresciuta dalla presenza dei due amorini che testano su una pietra di paragone la purezza dell’oro. Questo è presente sia nella punta della freccia tirata da Cupido, sia nella gocciolina di pioggia in cui si è trasformato il padre degli Dei, segno inequivocabile di un amore superiore ed eterno.

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