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GLI AMOROSI AFFETTI E’ UN’INIZIATIVA MUSICALE CHE ANIMA LE SALE DELLA GALLERIA BORGHESE


GLI AMOROSI AFFETTI E’ UN’INIZIATIVA MUSICALE CHE ANIMA LE SALE DELLA GALLERIA BORGHESE

GLI AMOROSI AFFETTI è un’iniziativa musicale che anima le sale della Galleria Borghese.

Ogni primo sabato del mese alle 11.00 e alle 12.00, specialisti di strumenti storici, artisti internazionali, giovani musicisti dei Conservatori e delle Accademie italiane e straniere, ogni volta in una sala diversa, offrono ai visitatori un’esperienza immersiva nella cultura barocca e settecentesca.

I Concerti, divisi in due set della durata di 30 minuti circa, sono incentrati su musiche e relazioni con le opere esposte. Gli Amorosi Affetti è un’iniziativa che fa parte di un progetto di ricerca più ampio: “I Borghese e la Musica”, teso ad indagare e delineare le relazioni della famiglia Borghese con la musica e con i musicisti, in particolare nei secoli XVII e XVIII.

Sabato 3 dicembre – Sala IX ore 11 e 12

 

 

 IUXTA CRUCEM

Siamo dunque “presso la croce”, Iuxta Crucem, che in questo capolavoro di Raffaello scorgiamo come lontana scenografia della tragica morte di Cristo strumento redentore dell’umanità, ma spostiamo subito il nostro sguardo su un particolare, piccolo, poetico ma fondamentale: un fiore di tarassaco, un “soffione” che ci indica la firma del “divino pittore” sulla destra, in basso al quadro e che vogliamo usare come guida leggera per l’ascolto del concerto.
Sempre una firma ci conduce al brano scelto come apertura di questo concerto: FINIS, LAUS DEO, ”finito rendendo grazie a Dio”, vergata da Pergolesi, il giovane talento che aveva incantato Napoli e trasformato la musica del ‘700, morente a soli ventisei anni di vita al termine del suo capolavoro STABAT MATER.
Due giovani artisti, quindi, accomunati dalla loro età, 26 anni Pergolesi e 25 il giovane Raffaello della DEPOSIZIONE BAGLIONI, e dalla forza capace di deviare il corso dell’arte.

Lo Stabat di Pergolesi va a sostituire quello di Alessandro  Scarlatti, fino a quel momento indiscusso maestro, ritenuto ora addirittura arcaico di fronte agli “affetti” nuovi che la musica di Pergolesi offre agli ascoltatori.
La Deposizione di Raffaello trasforma il momento della sepoltura di Cristo da un’opera di contemplazione, come era uso fino a quel momento, ad una narrazione capace di presentare i personaggi nella loro totale umanità mossa dagli affetti. I capelli mossi della Maddalena che riceve quella mano esanime e così amata di Cristo, lo spasimo di Maria fino allo svenimento o il S.Giovanni ”Incrocicchiate le mani, china la testa con una maniera da commuovere qual è più duro animo a pietà”, così descritto da  Vasari, ci donano immediatamente l’essenza di questo capolavoro.

La maturità artistica del veneziano Antonio Lotti, considerato una delle più notevoli individualità artistiche di quell’epoca, suggella la prima parte dedicata alla croce con una pagina dal suo Requiem.

Il concerto procede da questo momento d’intenso dolore, per grazia proprio di quel piccolo “soffione” simbolo di rinascita, con il “MOTTETTO DOMINICA III POST PASCHA” del ventunenne Mendelssohn, composto nel 1830 in quella Roma  che affascinava i giovani romantici nei loro “GRAN TOUR”, per le monache del convento di Trinità dei Monti e che, scriveva l’autore, -Cantavano con le voci più dolci e limpide del mondo-.
Il mottetto si sviluppa in tre episodi che ci conducono dalla meditazione sulla morte salvifica di Cristo alla ricerca sgomenta delle due donne sul luogo di sepoltura che conserva il suo corpo, per finire, dopo l’annuncio perentorio dell’ angelo “SURREXIT CRISTUS SPES MEA”, con un ALLELUJA liberatorio di grande polifonia.

ll percorso del concerto ci porta  a concludere , quasi un  cerchio perfetto, con un’ esortazione ad una lode eterna, come recita il testo del secondo mottetto “LAUDATE PUERI”.
Trascinati da quel soffio vitale iniziale del piccolo tarassaco, “DA PACEM DOMINE IN DIEBUS NOSTRIS” è  un’ invocazione distesa, semplice e e serena del romantico Gounod. Dà pace in questi nostri giorni, una pace dunque che accompagni questa nostra vita terrena negli affetti.

L’iniziativa Gli amorosi affetti è gratuita, inclusa nel regolare biglietto d’ingresso al museo.

Per l’acquisto del biglietto la prenotazione è obbligatoria chiamando lo 06 32810 oppure su ACQUISTA

Scarica il programma di sabato 3 dicembre qui

 

 




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