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Busto di Afrodite tipo Saffo

inizio II secolo d.C.

Arte romana


La testa, dal volto, rotondo e pieno, con labbra carnose dischiuse, è collocata di tre quarti a destra del busto moderno, come nella maggior parte delle repliche note del tipo cd. “Afrodite Saffo”. Si conoscono, infatti, almeno tre varianti, determinate dall’acconciatura, dalla disposizione delle bende e del capo; in questo caso, la ricca pettinatura è trattenuta da una tenia che scende sull’asse mediano del capo, stretta dalle fasciature laterali, e terminante con il caratteristico ricciolo ripiegato al centro della fronte. Le repliche della testa, di cui sono noti oltre venti esemplari di età romana, furono destinate principalmente a uso decorativo, spesso allestite in pendant.


Scheda tecnica

Materia / Tecnica | marmo bianco


Misure | altezza col busto cm 62; testa cm 29


Inventario | inizio II secolo d.C.

Posizione | Sala 5 – Sala dell’Ermafrodito


Periodo | Arte Antica


Tipologia | scultura


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  • Fonti e bibliografia
Scheda
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La testa muliebre, montata su busto moderno e di ignota provenienza, venne affidata da Giuseppe Gozzani, ministro di Casa Borghese preposto all’acquisto di statue per l’allestimento della nuova collezione Borghese, allo scultore e restauratore Massimiliano Labourer nel 1828. Il busto poteva forse far parte della collezione di Villa Pinciana già dal XVII sec., coincidendo con quello caratterizzato da una larga fascia e capelli raccolti presente nell’incisione di Venturini del prospetto decorativo della Fontana del Giardino interno, disposta in asse con l’ingresso principale a Palazzo Borghese (Falda 1691, tav. 12). Nella guida di Antonio Nibby la testa, esposta nella sala dell’Ermafrodito, è descritta come ritratto di Saffo.La testa, dal volto, rotondo e pieno, con labbra carnose dischiuse, è collocata di tre quarti a destra del busto moderno, come nella maggior parte delle repliche note del tipo cd. “Afrodite Saffo”. È plausibile che la veduta di sinistra fosse quella proposta anche nel modello statuario, consentendo così di apprezzare la ricca pettinatura, trattenuta da una tenia che scende sull’asse mediano del capo, stretta dalle fasciature laterali, e terminante con il caratteristico ricciolo ripiegato al centro della fronte.

La testa ha le stesse misure del tipo inverso attestato nella Galleria Borghese, alla cui scheda si rimanda per una descrizione del modello. Il trattamento delle palpebre pesanti, non completamente dischiuse, avvicinano l’esemplare a quello conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, proveniente da Ercolano e concordemente ritenuto il migliore noto (Gasparri 2000); elementi tecnici e stilistici permettono di datare la testa Borghese all’età traianea. 

 

 

 

Jessica Clementi

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Provenienza
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Collezione Borghese (Falda 1691, tav. 12? ); Inventario Fidecommissario Borghese, 1833, C, p. 50, n. 128 (sala V). Acquisto dello Stato, 1902.

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Restauri
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1996, CBC Coop. a r.l.

 

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Fonti e bibliografia
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G. B. Falda, Le fontane di Roma nelle piazze, e luoghi publici della città, III, Roma 1691, tav. 12.

A. Nibby, Monumenti scelti della Villa Borghese, Roma 1832, p. 105.

Indicazione delle opere antiche di scultura esistenti nel primo piano della Villa Borghese, Roma 1840, p. 20, n. 16.

A. Nibby, Roma nell’anno 1838, Roma 1841, p. 921, n. 16.

Indicazione delle opere antiche di scultura esistenti nel primo piano della Villa Borghese, Roma 1854 (1873), p. 23, n. 9.

A. Venturi, Il Museo e la Galleria Borghese, Roma 1893, pp. 36-37.

G. Giusti, La Galerie Borghèse et la Ville Humbert Premier à Rome, Roma 1904, p. 29.

W. Amelung, P. Arndt, G. Lippold, Photographische Einzel auf nahmen antiker Skulpturen, X, 1, München 1925, p. 13, nn. 2747-2748 (Lippold).

A. De Rinaldis, La R. Galleria Borghese in Roma, Roma 1935, p. 14.

P. Della Pergola, La Galleria Borghese in Roma, Roma 1954, p. 17.

R. Calza, Catalogo del Gabinetto fotografico Nazionale, Galleria Borghese, Collezione degli oggetti antichi, Roma 1957, pp. 7-8, nn. 14-15.

W. Helbig, Führer durch die öffentlichen Sammlungen Klassischer Altertümer in Rom (4° Edizione a cura di H. Speier), II, Tübingen 1966, pp.733-734, n. 1979 (von Steuben).

B. Vierneisel-Schlorb, Klassische Skulpturen des 5. und 4. Jahrhunderts v. Chr (Katalog der Skulpturen / Glyptothek München), München 1979, p. 107.

P. Moreno, Museo e Galleria Borghese, La collezione archeologica, Roma 1980, p. 17.

P. Moreno, C. Sforzini, I ministri del principe Camillo: cronaca della collezione Borghese di antichità dal 1807 al 1832, in “Scienze dell’Antichità”, 1, 1987, pp. 339-371, in part. pp. 361, 367, fig. 9.

P. Moreno, C. Stefani, Galleria Borghese, Milano 2000, p. 147, n. 7.

C. Gasparri, L’Afrodite seduta tipo Agrippina-Olympia. Sulla produzione di sculture in Atene nel V sec. a. C., in “Prospettiva”, 100, 2000 (2001), pp. 3-8.

P. Moreno, A. Viacava, I marmi antichi della Galleria Borghese. La collezione archeologica di Camillo e Francesco Borghese, Roma 2003, p. 214, n. 197.

C. Cullen Davison, B. Lundgreen, G.B. Waywell, Pheidias – The Sculptures & Ancient Sources: Volume 1, in “Bulletin of the Institute of Classical Studies. Supplement”, 2009, No. 105, pp. 509-539, in part. n. 11.

Scheda di catalogo 12/01008449, P. Moreno 1976; aggiornamento G. Ciccarello 2021

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