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Cristo flagellato

Vecellio Tiziano
(Pieve di Cadore 1488-90 - Venezia 1576)


Come per le altre opere di Tiziano, anche l’ingresso di questo dipinto in Collezione presenta alcuni caratteri di problematicità, tuttavia è citato con sicurezza nell’inventario del cardinal Scipione del 1615-30). L’opera appartiene alla fase ultima del percorso stilistico dell’artista, caratterizzata da un’alta drammaticità espressiva, resa ancora più intensa, oltre che dai toni scuri e dall’estrema frantumazione delle pennellate, dal taglio stesso della composizione, ridotta a pochi elementi essenziali. L’immaginario raggio luminoso che investe il corpo martoriato del Cristo conduce lo sguardo lungo una diagonale culminante nel volto emergente dalla penombra, nei cui tratti è possibile leggere l’espressione di terribile denuncia e profonda umanità.


Scheda tecnica

Materia / Tecnica | olio su tela, cm 87 x 62,5


Inventario | 194

Posizione | Sala 20 – Sala ​di Psiche


Periodo | '500


Tipologia | pittura




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