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Giove e Giunone

Carracci Antonio
(Venezia 1589 - Roma 1618)


La tavola, il cui soggetto va rintracciato nelle Metamorfosi di Ovidio, è ricordata per la prima volta in un inventario del 1762, dove senza attribuzione viene ampiamente descritto. Giunone sposa di Giove, è il motivo iconografico per eccellenza utilizzato per esaltare il rigoglio e l’imponenza delle grazie femminili. Il dipinto, proprio per gli evidenti riferimenti alla cultura mitologica di Annibale Carracci (Bologna 1560 – Roma 1609), può essere ricondotto nell’ambito della pittura mitologica e profana che si sviluppa a Roma dopo la decorazione della Galleria Farnese. Gli ultimi studi riferiscono la piccola tavola ad Antonio Carracci, nipote di Annibale e figlio illegittimo di Agostino.


Scheda tecnica

Materia / Tecnica | olio su tavola, cm 34 x 38


Inventario | 515

Posizione | Sala 19 – Sala di Elena e Paride


Periodo | '600


Tipologia | pittura




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