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La Madonna dei Palafrenieri

Merisi Michelangelo detto Caravaggio
(Milano 1571 - Porto Ercole 1610)


Il dipinto fu commissionato dalla Arciconfraternita dei Palafrenieri per il proprio altare, dedicato a Sant’Anna, nella nuova basilica di San Pietro. L’opera rimase nella sede originaria solo pochi giorni, poi venne trasferita nella chiesa di Sant’Anna dei Palafrenieri e infine acquistata dal cardinale Borghese. Sono ancora incerte le cause della sua rimozione dall’altare: forse per motivi di decoro – vista la scollatura della Vergine e la nudità di un bambino non più in fasce – oppure per ragioni di carattere teologico, o più probabilmente per assecondare il desiderio di possesso del cardinal Scipione, nella cui collezione subito dopo il dipinto entrò a far parte. Caravaggio illustra il tema dell’Immacolata Concezione dipingendo la Vergine, simbolo della Chiesa, mentre schiaccia il serpente del Peccato aiutata dalla spinta del piede del Figlio. Accanto a loro, ma in posizione più distaccata, compare Sant’Anna, personificazione della Grazia: proprio questa apparente separazione della Grazia dall’opera di salvezza dell’umanità, in anni di acceso dibattito in seno alla Controriforma, poteva essere guardata con sospetto. Quali che furono i motivi reali, il cardinal nepote riuscì a ottenere il dipinto per una cifra irrisoria.


Scheda tecnica

Materia / Tecnica | olio su tela, cm 292x211


Inventario | 110

Posizione | Sala 8 – Sala ​del Sileno


Periodo | '600


Tipologia | pittura


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Collezione del cardinale Scipione Borghese

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