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La pesca del corallo (o Il regno di Anfitrite)

Zucchi Jacopo
Firenze 1540-41 - Roma 1595-96)


Come per l’altro rame raffigurante l’Allegoria del creato (inv. 293), anche il presente dipinto è ricordato da Giovanni Baglione (1642) presso lo studiolo romano di Ferdinando de’ Medici, cardinale fiorentino costretto ad abbandonare la porpora per motivi dinastici per sposare Cristina di Lorena nel 1589.

Resta tuttora sconosciuta la sua data di entrata presso la collezione di casa Borghese, dove il dipinto è segnalato a partire dall’inventario del 1693 come opera della pittrice Lavinia Fontana, attribuzione corretta solo all’inizio del Novecento a favore di Jacopo Zucchi.

Come per l’Allegoria del creato, anche in questo caso è stata avanzata l’ipotesi della datazione al 1585. Il dipinto, probabilmente legato all’allora recente scoperta dell’America, rappresenta alcune donne, intente a raccogliere dei coralli, le cui fattezze, secondo Baglione, appartengono alle donne più belle di Roma, ritratte da Zucchi per il ricco e potente principe fiorentino.


Scheda tecnica

Materia / Tecnica | olio su rame


Misure | cm 52 x 42,5


Inventario | 292

Posizione | Sala 16 – Sala ​della Flora


Periodo | '500


Tipologia | pittura


Opera attualmente non esposta
Opera in prestito alla mostra "Les Origines du Monde. L'invention de la nature au siècle de Darwin", Parigi, Musée d'Orsay (09/11/2020 – 14/02/2021; Montréal, Musée des Beaux Arts 16/03/2021 - 27/06/2021). Opera sostituita da A. Tempesta, La presa di Gerusalemme.


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Il dipinto fu probabilmente eseguito a Roma da Jacopo Zucchi per il cardinale Ferdinando de’ Medici, come si legge nella vita dell’artista scritta da Giovanni Baglione nel 1642: “Venne egli a Roma giovane nel Pontificato di Gregorio XIII, e n’hebbe protettione Ferdinando de’ Medici all’hora Cardinale; tennelo in casa, e molte cose li fece dipingere, e tra l’altre uno studiolo, che sta nel palagio del giardino de’ Medici, rappresentante una pesca di coralli con molte Donne ignude, ma piccole, tra le quali sono molti ritratti di varie Dame Romane di quei tempi assai belle e degno come di vista, così di maraviglia”. Questa fonte, utile per diversi aspetti sull’opera, come l’attribuzione a Zucchi e la sua provenienza dalla collezione del principe di casa Medici, non accenna però all’ingresso del dipinto nella collezione Borghese, dove appare nel 1693 come opera di Lavinia Fontana: “un quadro in rame alto due palmi e mezzo in circa con diverse figure che pescano li coralli di Lavinia Fontana con n. 734 cornice dorata”. Tale attribuzione, mantenuta fino all’inventario fidecommissario del 1833, fu respinta da Adolfo Venturi che, dal canto suo, assegnò l’opera a Jan Brueghel il Vecchio. Avvicinata poi da Hermann Voss a Cornelis van Poelenburgh nel 1910, tale nome fu scartato in favore di Zucchi, parere accolto positivamente anche da Roberto Longhi.

Come per l’Allegoria del creato, anche in questo caso è stata avanzata l’ipotesi della datazione al 1585. Il soggetto – spesso indicato come ‘La pesca dei coralli’ o ‘I tesori del mare’ – secondo la critica ha un forte nesso con l’allora scoperta dell’America, a cui rimanderebbero i tesori raffigurati, i mori e alcuni animali, tra cui la scimmia e il pappagallo. Nei volti delle donne, invece, secondo Baglione erano state ritratte le donne più belle di Roma, tra cui Clelia Farnese, figlia illegittima del cardinale Alessandro e amante di Ferdinando de’ Medici, raffigurata dal pittore al centro del dipinto nei panni di Anfitrite, sposa dio del mare Poseideone.

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Nell’angolo in basso a destra “734”.

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Provenienza
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Roma, Ferdinando de’ Medici (?);

Roma, Scipione Borghese, 1693 (Inv. 1693, st. VI, n. 22);

Inv. 1700, st. VI, n. 38;

Inv. 1790, st. VI, n. 25;

Inv. fidecommissario 1833, p. 26;

Acquisto dello Stato, 1902.

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Mostre
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1940 Firenze;

1985 Roma;

1986 Venezia;

1992 Genova;

1999 Roma;

1999 Madrid;

2000-01 Bologna;

2002-03 Chicago;

2003 Detroit;

2003-04 Firenze;

2007 Bologna;

2008 Budapest;

2008 Milano;

2009 Ravenna;

2009 Principato di Monaco;

2009-10 Kyoto;

2014 Roma;

2017-18 Firenze;

2019-20 Mantova;

2020-21 Parigi;

2021 Montréal.

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1907 Luigi Bartolucci;

1947 Carlo Matteucci;

1999 ABACUS s.n.c.

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