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PAESAGGIO CON APPRODO

1595

Bril Paul
(Anversa 1554 - Roma 1626)


Il dipinto, un piccolo olio su rame, è stato eseguito da Paul Bril a pendant del Paesaggio col tempio della Sibilla (inv. 511). L’opera, probabilmente acquisita dal cardinale Scipione Borghese qualche anno dopo la sua esecuzione, è attestata per la prima volta nell’inventario del 1693, e ricorre nei successivi elenchi sette e ottocenteschi. L’esecuzione del quadro è collocabile nel 1595 sulla scorta della data riportata insieme alla firma dell’autore sul suo pendant.


Scheda tecnica

Materia / Tecnica | olio su rame


Misure | cm 11 x 17


Inventario | 513

Posizione | I depositi


Periodo | '500


Tipologia | pittura


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  • Provenienza
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  • Restauri
  • Fonti e bibliografia
  • Cornice
Scheda
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Il dipinto raffigura una veduta marina caratterizzata dalla presenza di una vasta distesa d’acqua nella parte centrale, delimitata a destra da un albero dai toni bruni e a sinistra dalla riva costiera, che si estende in maniera indistinta in profondità. La scena presenta un’ambientazione notturna e in primo piano sono visibili alcune figure in piedi lungo la riva e delle barche approdate, una di queste con due uomini a bordo.

L’opera presenta la firma in basso a destra, seguita da segni non decifrabili, che tuttavia non sembra essere autografa. Probabilmente il nome dell’autore fu aggiunto in un momento successivo al solo scopo del riconoscimento, e non per una falsificazione, forse quando venne catalogato nell’inventario della collezione Borghese nel 1693 (Della Pergola 1959, p. 149, n. 207). È qui che compare documentato per la prima volta, come anche il suo pendant Paesaggio col tempio della Sibilla (inv. 511), quest’ultimo recante la firma autentica di Bril e la data 1595. I due quadretti presentano uguali dimensioni e supporto, e sono coerenti dal punto di vista stilistico, per cui si può ipotizzare che, una volta riconosciuto il dipinto firmato come pendant del Paesaggio con approdo, si sia voluto aggiungere il nome dell’autore anche su quest’ultimo. Nell’inventario del 1693 l’opera è così descritta: “un quadretto in rame con un Paese alto due terzi di palmo di Paolo Brilli cornicietta negra n. 776 o vero 276”. Il numero 776, presente anche nella citazione del Paesaggio col tempio della Sibilla nello stesso inventario, è segnato a pennello nella parte inferiore di entrambi i dipinti. 

Nei successivi elenchi del 1790 e del 1833 la coppia è catalogata in un’unica voce, sempre con l’attribuzione a Bril. 

La datazione al 1595 ricavata dal pendant suggerisce che il paesaggio marino fu eseguito diversi anni prima rispetto al suo ingresso in collezione Borghese, in un momento precedente all’instaurarsi di un rapporto tra Bril e il cardinale Scipione. I primi contatti certi tra i due si ebbero solo intorno al 1611-1612, ed è plausibilmente da qui in avanti che avvenne l’acquisizione del quadro, forse addirittura dopo la morte del pittore, tramite le vendite delle sue opere da parte degli eredi (Cappelletti 2006, p. 219, n. 19).

Nel 1995 Luk Pijl (pp. 98-100, nn. 27-28) ha avanzato l’ipotesi che la coppia Borghese provenisse dal sequestro dei beni del Cavalier d’Arpino (Giuseppe Cesari) avvenuto nel 1607, tramite cui Scipione Borghese entrò in possesso della raccolta del pittore, ma a oggi questa tesi non ha trovato riscontro. 

Del soggetto, ripreso più volte in opere di derivazione, esiste una replica autografa in controparte datata 1596 presso il Wallraf Richartz Museum di Colonia (Cappelletti cit., p. 222, n. 22). Qui il dipinto è conservato insieme al suo pendant, a sua volta replica del Paesaggio col tempio della Sibilla, in una riproposizione quasi identica della coppia Borghese. Evidentemente le due composizioni così abbinate, con l’accostamento di una veduta di mare e una di montagna, incontravano un apprezzamento tale da indurre il pittore a ripeterle in più occasioni. Accostabili al Paesaggio con approdo sono anche il Paesaggio costiero con pescatori presso l’Alte Pinakothek di Monaco, firmato, e un dipinto di analogo soggetto conservato a Detroit, probabilmente opera di bottega (Cappelletti cit., p. 219, n. 19)

 

 

 

Pier Ludovico Puddu

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Provenienza
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Collezione di Scipione Borghese (?), citato per la prima volta nell’Inv. 1693, St. XI, n. 13; Inv. 1790, St. VII, nn. 57-58; Inventario Fidecommissario 1833, p. 26, n. 12-13; Acquisto dello Stato, 1902.

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Mostre
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1995 Bruxelles, Palais des Beaux-Arts; Roma, Palazzo delle Esposizioni

 

 

 

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Restauri
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1952 Augusto Vermehren

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Fonti e bibliografia
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G. Piancastelli, Catalogo dei quadri della Galleria Borghese in Archivio Galleria Borghese, 1891, p. 384;

A. Venturi, II Museo e la Galleria Borghese, Roma 1893, p. 220;

A. Von Würzbach, Niederländisches Künstler-Lexikon, Wien-Leipzig 1906, p. 185;

R. Longhi, Precisioni nelle Gallerie Italiane, I, La R. Galleria Borghese, Roma 1928, p. 224;

P. Della Pergola, La Galleria Borghese. I Dipinti, II, Roma 1959, p. 149, n. 207;

G.T. Faggin, Per Paolo Brill, in “Paragone Arte”, CLXXXV, 1965, p. 34;

L. Pijl, in Fiamminghi a Roma 1508-1608. Artisti dei Paesi Bassi e del Principato di Liegi a Roma durante il Rinascimento, catalogo della mostra (Bruxelles, Palais des Beaux-Arts; Roma, Palazzo delle Esposizioni, 1995), a cura di A.C. De Liedekerke, Milano 1995, p. 98, n. 27;

F. Cappelletti, Paul Bril e la pittura di paesaggio a Roma 1580-1630, Roma 2006, p. 219, n. 19;

K. Herrmann Fiore, Galleria Borghese Roma scopre un tesoro. Dalla pinacoteca ai depositi un museo che non ha più segreti, San Giuliano Milanese 2006, p.165

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Cornice
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fine ‘700/’800 (parte di un polittico) cm. 14,5 x 109,3 x 2,3

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