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Paesaggio con pastori

1635 circa

Swanevelt Hermann van, attribuito
(Woerden 1603 - Parigi 1655)


Questo dipinto è stato attribuito dalla critica a Hermann van Swanevelt, pittore olandese in contatto con Claude Lorrain e Pieter van Laer, con i quali contribuì a diffondere il genere del paesaggio classico italiano. L’opera rappresenta una coppia di figure, ritratte al centro della tela dominata da imponenti rovine romane, una soluzione compositiva tipica dell’artista che usava collocare i personaggi dei suoi dipinti al centro della scena, chiusa da una parte da una folta vegetazione o da edifici classici ma aperta dall’altra su un paesaggio in lontananza. 


Scheda tecnica

Materia / Tecnica | olio su tavola


Misure | cm 24 x 25


Inventario | 197

Posizione | I depositi


Periodo |


Tipologia | pittura


  • Scheda
  • Provenienza
  • Fonti e bibliografia
  • Cornice
Scheda
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Questo dipinto è documentato nella raccolta Borghese a partire dal 1833, segnalato negli elenchi fedecommissari come opera di autore ignoto. Nel 1893 Adolfo Venturi avvicinò l’opera al pittore olandese Hermann van Swanevelt, attribuzione accolta positivamente – tra gli altri – da Giulio Cantalamessa (1912) e da Roberto Longhi (1928), ma rivista da Paola della Pergola che, a causa del mediocre stato di conservazione in cui versava il quadro, preferì cautamente parlare di maniera di Swanevelt. 

L’opera presenta alcune caratteristiche tipiche della produzione del pittore degli anni Trenta, come la costruzione della scena lungo una diagonale che qui, partendo da destra, viene interrotta dalla chioma dell’albero al centro della composizione; schema riprodotto nel coevo Paesaggio con i viaggiatori (Roma, Galleria Doria Pamphilj) eseguito dal pittore intorno al 1633-1635 (Russell 2019). Il dipinto, inoltre, riflette gli studi condotti da Swanevelt nella campagna romana, dove in solitudine l’Eremita – così era stato soprannominato dai suoi colleghi – andava alla ricerca di angoli ameni e di rovine classiche da ritrarre.

 

 

Antonio Iommelli

 

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Provenienza
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Roma, collezione Borghese, 1833 (Inventario Fidecommissario, 1833, p. 28); Acquisto dello Stato, 1902.

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Fonti e bibliografia
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G. Piancastelli, Catalogo dei quadri della Galleria Borghese, in Archivio Galleria Borghese, 1891, p. 454. 

A. Venturi, II Museo e la Galleria Borghese, Roma 1893, p. 121. 

J.A. Rusconi, Il Museo e la Galleria Borghese, Bergamo 1906, p. 86. 

G. Cantalamessa, Note manoscritte al Catalogo di A. Venturi del 1893, Arch. Gall. Borghese, 1911-1912, n. 197. 

R. Longhi, Precisioni nelle Gallerie Italiane, I, La R. Galleria Borghese, Roma 1928, p. 197. 

P. della Pergola, La Galleria Borghese. I Dipinti, II, Roma 1959, p. 188, n. 281. 

K. Herrmann Fiore, Galleria Borghese Roma scopre un tesoro. Dalla pinacoteca ai depositi un museo che non ha più segreti, San Giuliano Milanese 2006, p. 68. 

S. Russell, “His great genois was to make landscapes”. The Roman years of Herman van Swanevelt (c. 1603-1655), Roma 2019, p. 90, fig. 48.

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Cornice
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Salvator Rosa (cm 9 x 36,7 x  4)

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