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Resurrezione di Lazzaro

Ottino Pasquale detto Pasqualotto
(Verona 1580 ca. - 1630)


L’opera fu forse ceduta nel 1614 a Scipione dal suo precedente proprietario, il collezionista Martiniani. Come l’opera di analogo soggetto di Alessandro Turchi detto l’Orbetto (inv.506), Il dipinto è eseguito su lavagna. Ottino, conterraneo del Turchi e a Roma con lui nello stesso periodo, intorno al 1615-1616, realizza una composizione in cui rimangono persistenti i motivi del tardo manierismo veronese e veneziano, sugli esempi di Felice Brusasorci e di Palma il Giovane, mediati dalla cultura pittorica romana di quel periodo. Nell’impostazione del dipinto inoltre, si riconoscono riferimenti alla produzione romana del Lanfranco.

Il soggetto è ripreso dal Vangelo di Giovanni (11, 43): Cristo ha appena pronunciato la celebre frase “Lazzaro, vieni fuori” e l’uomo è già in procinto di uscire dal sepolcro .


Scheda tecnica

Materia / Tecnica | olio su lavagna, cm 46 x 36


Inventario | 507

Posizione | Sala 14 – Loggia ​di Lanfranco


Periodo | '600


Tipologia | pittura




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