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Ritratto di Paolo V Borghese

post 1605

Ludovico Leoni detto il Padovanino, attribuito a
(Padova 1542 - Roma 1612)



Il ritratto di Paolo V, ritenuto una copia di un originale attribuito al Caravaggio, fu con buona probabilità eseguito da Ludovico Leoni, celebre ritrattista dell’aristocrazia romana del tempo, come sembra suggerire la descrizione del dipinto in un inventario di Scipione Borghese databile intorno al 1633. L’opera rappresenta il pontefice, ritratto di tre quarti, mentre seduto rivolge lo sguardo allo spettatore. Indossa, sopra il rocchetto e la talare bianca, una mozzetta rossa, bordata così come il camauro di una pelliccia di ermellino.


Scheda tecnica

Materia / Tecnica | olio su tela


Misure | cm 144 x 126


Inventario | 73

Posizione | Vestibolo


Periodo | '600


Tipologia | pittura


  • Scheda
  • Provenienza
  • Mostre
  • Fonti e bibliografia
  • Cornice
Scheda
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L’opera fu dipinta con buona probabilità dal pittore padovano Ludovico Leoni come sembra suggerire la descrizione del dipinto in un inventario di casa Borghese, pubblicato da Sandro Corradini nel 1998 e datato da Stefano Pierguidi (2014) intorno al 1633, in cui la tela è segnalata come “Un ritratto di papa Paolo, alto 6 largo 5. Padovanino”. Si tratta certamente di una copia del noto Ritratto di Paolo V attribuito a Michelangelo Merisi (per un parere diverso si rimanda a Primarosa 2017), citata nel 1693 e nel 1790 come opera di Pierfrancesco Mola, nome scartato da Adolfo Venturi (1893), Hermann Voss (1910), Roberto Longhi (1928) e Paola della Pergola che nel 1959 pubblicò il dipinto come copia parziale del ritratto caravaggesco conservato attualmente presso Palazzo Borghese a Ripetta. 

L’originale, stando a Giovan Pietro Bellori (1972), fu invece eseguito da Caravaggio, identificato nel 1910 da Lionello Venturi con l’esemplare di Palazzo Borghese; parere accolto positivamente – tra gli altri – da Voss (1910) ma respinto da Longhi (1928; 1943), Walter Friedländer (1955) e di recente da Francesco Solinas (2011) e Yuri Primarosa (2017) che hanno attribuito l’opera a Ottavio Leoni.

Nel 1959 Paola della Pergola, accogliendo la tesi di Venturi, pubblicò il presente dipinto come derivazione da Caravaggio, confermando quanto dichiarato sia nel catalogo della mostra sul Ritratto italiano a Firenze nel 1911, sia in quello dell’esposizione dei Ritratti dei Papi a Roma nel 1950. Secondo la studiosa, infatti, l’opera era stata eseguita da un anonimo artista intorno alla metà del Seicento che però, tagliando il dipinto caravaggesco all’altezza della testa, non aveva saputo cogliere lo spirito e la potenza espressiva resi nell’originale.

Come evidenziato da Primarosa (2017), il Ritratto di Paolo V segnò un nuovo modo di rappresentare il pontefice “consacrato in una ‘vera effigie’ terrena e allo stesso tempo in un’immagine manifesto della Chiesa di Roma”, divenendo un prototipo molto ammirato a Roma, rielaborato più volte dagli artisti, come Ottavio Leoni e Marcello Provenzale. Lo studioso, inoltre, riferendosi alla tela in esame, la definisce una modesta copia da non riconoscere nel quadro, citato nel 1630 nello studio di Ottavio Leoni (Ivi, p. 740), completato dal figliastro Ippolito (Petrucci 2008; Papi-Falcucci 2013), le cui dimensioni non corrispondono al ritratto di Galleria Borghese.

Due copie di questo dipinto sono state segnalate da Maurizio Marini (1974) presso palazzo Altieri di Oriolo Romano e in collezione privata a Roma.

 

Antonio Iommelli

 

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Provenienza
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Roma, collezione Borghese, 1633 ca. (Inv. 1633 ca., n. 130 pubblicato da Corradini 1998; datato da Pierguidi 2014); Inv. 1693, St. I, n. 26; Inv. 1790, St. I, n. 16; Inventario Fidecommissario, 1833, p. 19; Acquisto dello Stato, 1902.

 

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Mostre
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1911 Firenze, Palazzo Vecchio

1950 Roma, Palazzo Venezia

1989 Sendai, Sendai City Museum

1989 Ishinomaki, Ishinomaki Culture Center

1989-1990 Tokyo, Museo di Suntory

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Fonti e bibliografia
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G.P. Bellori, Le vite de’ pittori, scultori et architetti moderni, Roma 1672, p. 208; 

X. Barbier de Montault, Les Musées et Galeries de Rome, Rome 1870, p. 354; 

G. Piancastelli, Catalogo dei quadri della Galleria Borghese, in Archivio Galleria Borghese, 1891, p. 116; 

A. Venturi, II Museo e la Galleria Borghese, Roma 1893, p. 72; 

H. Voss, Kritische Bemerkungen zu Seicentisten in den römischen Galerien, in “Repertorium für Kunstwissenschaft”, XXXIII, 1910, p. 218; 

L. Venturi, Studi su Michelangelo da Caravaggio, in “L’Arte”, XIII, 1910, pp. 276, 279;

Mostra del Ritratto Italiano dalla fine del sec. XVI all’anno 1861, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Vecchio, 1911), Firenze 1911, p. 163; 

R. Longhi, Precisioni nelle Gallerie Italiane, I, La R. Galleria Borghese, Roma 1928, p. 183; 

R. Longhi, Ultimi studi su Caravaggio e la sua cerchia, in “Proporzioni”, I, 1943, p. 38;

Catalogo della Mostra dei Papi a Palazzo Venezia, catalogo della mostra (Roma, Palazzo Venezia, 1950), a cura degli “Amici dei Musei di Roma”, Roma 1950, p. 19; 

W. Friedländer, Caravaggio Studies, Princeton-New York 1955, p. 219; 

P. della Pergola, La Galleria Borghese. I Dipinti, II, Roma 1959, pp. 83-84, n. 117; 

M. Marini, Io, Michelangelo da Caravaggio, Roma 1974, pp. 405-406; 

S. Corradini, Un antico inventario della quadreria del Cardinal Borghese, in Bernini scultore: la nascita del barocco in Casa Borghese. catalogo della mostra (Roma Galleria Borghese, 1998), a cura di A. Coliva e S. Schütze, Roma 1998, pp. 449-456;

P. Moreno, C. Stefani, Galleria Borghese, Milano 2000, p. 211; 

K. Herrmann Fiore, Galleria Borghese Roma scopre un tesoro. Dalla pinacoteca ai depositi un museo che non ha più segreti, San Giuliano Milanese 2006, p. 28;

G. Papi, C. Falcucci, Sul ritratto di Paolo V Borghese attribuito a Caravaggio: critica, analisi stilistica, ricerca documentaria e indagine tecnica, in “L’essercitio mio è di pittore”. Caravaggio e l’ambiente artistico romano, a cura di F. Curti, M. di Sivo, O. Verdi, Roma 2013, p. 336;

F. Petrucci, Pittura di ritratto a Roma. Il Seicento, III, Roma 2008 p. 619;

F. Solinas, Le maniere del Leoni. Un Amore dipinto e due ritratti di Don Taddeo Barberini, in Dal Razionalismo al Rinascimento. Per i quaranta anni di studi di Silvia Danesi Squarzina, a cura di M.G. Aurigemma, Roma 2011, p. 289;

S. Pierguidi, ‘In materia totale di pitture si rivolsero al singolar Museo Borghesiano’. La quadreria Borghese tra il palazzo di Ripetta e la villa Pinciana, in “Journal of the HIstory of Collections”, XXVI, 2014, pp. 161-170;

Y. Primarosa, Ottavio Leoni (1578-1630). Eccellente miniator di ritratti. Catalogo ragionato dei disegni e dei dipinti, Roma 2017, pp. 680-681.

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Cornice
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Salvator Rosa cm. 166 x 151 x 8

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