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Tobiolo e l'Angelo

Motta Raffaellino detto Raffaellino da Reggio
(Codemondo 1550 - Roma 1578)


Il dipinto è stato identificato con quello eseguito per la contessa Santafiora di Sala nel parmigiano; entrato nella raccolta Borghese già nel 1650, è da subito menzionato con l’esatta attribuzione all’artista emiliano. L’opera, che illustra l’episodio biblico di Tobiolo guidato dall’angelo nel suo cammino di redenzione (Libro di Tobia 5, 4-6), appartiene alla produzione dell’artista prossima agli anni ’70 del Cinquecento. Nella tavola, l’unica attribuitagli in maniera indiscussa, si riscontra la viva impressione della pittura fiamminga, nelle modulazioni della gamma cromatica come nell’apertura paesaggistica dello sfondo.


Scheda tecnica

Materia / Tecnica | olio su tavola, cm 107 x 69


Inventario | 298

Posizione | Sala 10 – Sala ​di Ercole


Periodo | '500


Tipologia | pittura




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