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Tre putti dormienti

ante 1609

Van De Vliete Gillis detto Egidio della Riviera, attribuito a
(Malines - Roma 1602)


Tre putti alati scolpiti in marmo bianco dormono su una base di pietra di paragone incorniciata di giallo antico e giallo di Siena; sono poggiati l’uno sull’altro e assumono posizioni diverse: supina, rannicchiata, adagiata su un fianco. È stato proposto di identificarli con Morfeo, Icelo e Fantaso, le tre personificazioni dei sogni della mitologia greca. Il gruppo è probabilmente la copia di un rilievo molto noto fra i contemporanei, eseguito nel 1597 da Gillis van den Vliete per i Mattei, forse di mano dello stesso scultore fiammingo. Termine di riferimento per la datazione dell’opera è il 1609, anno in cui nella contabilità di casa Borghese ne è registrato l’acquisto su mandato di Giovanni Battista Borghese, fratello minore di Paolo V.


Scheda tecnica

Materia / Tecnica | marmo giallo antico; marmo giallo di Siena; marmo bianco; pietra di paragone


Misure | cm. 90x65


Inventario | CLXXXIV

Posizione | Sala 6 – Sala ​di Enea e Anchise


Periodo | '600


Tipologia | scultura


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  • Fonti e bibliografia
Scheda
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Il rilievo raffigura tre putti alati immersi in un sonno profondo, i cui corpi adagiati in posizioni diverse risultano leggermente sovrapposti l’uno sull’altro: un putto è rannicchiato e poggia la testa sul compagno sdraiato in posizione supina, questi a sua volta poggia il capo sul terzo putto, reclinato su un fianco, la cui testa sfiora la schiena del primo. 

I tre putti sono scolpiti in marmo bianco e giacciono su una base ovale in pietra di paragone, circondata da una cornice modanata in giallo antico e giallo di Siena. Il contrasto cromatico dei diversi materiali utilizzati mette in evidenza le tre figure, il cui risalto dal fondo è sottolineato dal motivo del piedino di uno dei tre putti che fuoriesce dalla cornice.

I tre putti alati potrebbero raffigurare Morfeo, Icelo e Fantaso, personificazioni dei sogni figlie della Notte (Faldi 1954, p. 13).

Il rilievo risulta essere stato acquistato nel 1609 per 100 scudi da Giovanni Battista Borghese in un mandato di pagamento conservato nell’Archivio Vaticano (Faldi 1954, p. 14, doc. I), nel quale non è però indicato il nome dell’autore. Si tratta di una copia del rilievo commissionato nel 1597 da Ciriaco Mattei a Gilles Van de Vliete, come riportato dal Martinelli che li definiva “ritratti da quelli c’hanno i Mattei” (1644, p. 111). L’originale, oggi perduto, era un’opera assai nota presso i contemporanei come testimoniato dalle repliche ritrovate da Faldi nelle fonti e non rintracciabili: una copia era nella collezione Giustiniani dal 1621 e un’altra sicuramente in Palazzo Colonna. Non è possibile sapere se quella attualmente conservata a Palazzo Pitti a Firenze e quella passata sul mercato antiquario nel 2018 siano da identificarsi con gli esemplari citati.

L’opera è stata avvicinata anche, per analogie stilistiche, al gruppo dei Putti che lottano, attribuito a Stefano Maderno, conservato presso la Galleria Doria Pamphili di Roma (Lavin 1968, p. 229). Recentemente è stato proposto di identificarne l’autore nello stesso Gillis van den Vliete, il cui nome era italianizzato in Egidio della Riviera, autore dell’originale di proprietà Mattei (Pierguidi 2012, p. 161).

La base di legno decorata, realizzata da Giovanni Battista Soria nel 1615 (Faldi 1954, p. 14, doc. III) su cui l’opera era stata inizialmente collocata fu sostituita nell’allestimento tardo settecentesco con un’ara circolare antica decorata con bucrani e ghirlande, e risulta oggi dispersa. Esposto nel 1644 nella sala XX (Martinelli, p. 111), nel 1700 il rilievo era nella sala dell’Ermafrodito (Montelatici, p. 278), e nel 1796 era nell’attuale sala III (L. Lamberti, E.Q. Visconti, p. 12). 

 

 

 

Sonja Felici

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Provenienza
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Giovanni Battista Borghese, 1609; Inventario Fidecommissario Borghese, 1833, C, p. 47, n. 94; Acquisto dello Stato, 1902.

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Mostre
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Roma 1982

Roma 2011-2012

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Restauri
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1996/ 1998 Persichelli L.

 

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Fonti e bibliografia
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L. Leporeo, La villa Borghese, Roma 1628, p. 21.
F. Martinelli, Roma ricercata nel suo sito, e nella scuola di tutti gli Antiquarii, Venezia 1644, p. 111.
I. Manilli, Villa Borghese fuori di Porta Pinciana, Roma 1650, p. 104.
P. de’ Sebastiani, Viaggio curioso de’ palazzi e ville più notabili di Roma, Roma 1683, p. 41.
F. Deseine, Description de la ville de Rome en faveur des étrangers, Lyon 1690, II, p. 84.
D. Montelatici, Villa Borghese fuori di Porta Pinciana con l’ornamenti che si osservano nel di lei Palazzo, Roma 1700, p. 278.
A. Brigenti, Villa Burghesia vulgo Pinciana, Roma 1716, p. 80.
De Nobilissimo Hospite Comitis de Trausnitznomen professo et in Villa Pinciana Burghesiorum Principum excepto die 27. Maii 1716 Epistola ad Illustrissimum et Reverendissimum Praesulem data, Roma 1716, p. VIII.
G.P. Pinaroli, Trattato delle cose più memorabili di Roma tanto antiche come moderne, che in essa di presente si trovano, Roma 1725, III, p. 90.
L. Lamberti, E.Q. Visconti, Sculture del palazzo della Villa Borghese detta Pinciana, Roma 1796, II, p. 12.
A. Manazzale, Rome et sesenvirons, Roma 1802, p. 187.
C. Fea, Nuova descrizione di Roma antica e moderna e de’ suoi contorni, sue rarità specialmente dopo le nuove scoperte cogli scavi: arricchita delle vedute più interessanti, Roma 1820, p. 465.
A. Nibby, Monumenti scelti della Villa Borghese, Roma 1832, p. 89.
A. Nibby, Roma nell’anno MDCCCXXXVIII. Parte seconda moderna, Roma 1841, p. 926.
X. Barbier de Montault, Les musées et galeries de Rome: catalogue général de tous les objets d’art qui y sont exposés, Rome 1870, p. 500.
A. Venturi, Il Museo e la Galleria Borghese, Roma 1893, p. 42.
A. De Rinaldis, La R. Galleria Borghese in Roma, Roma 1935, p. 15.
P. Della Pergola, La galleria Borghese in Roma, Roma 1951, p. 18.
I. Faldi, Galleria Borghese. Le sculture dal sec. XVI al XIX, Roma 1954, pp. 13-14, cat. 6, fig. 6.
I. Lavin, Five New Youthful Sculptures by Gianlorenzo Bernini and a Revised Chronology of His Early Works, in “The Art Bulletin”, 1968, vol. 50, n. 3, pp. 223-248, in part. p. 229, n.45.
M.P. D’Orazio, in Garibaldi. Arte e storia, catalogo della mostra (Roma, Museo del Palazzo di Venezia e Museo Centrale del Risorgimento, 1982), Firenze 1982, pp. 344-345, cat. 1.8.
L. Testa, La storia delle collezioni, in Il trattenimento di virtuosi: le collezioni seicentesche di quadri nei Palazzi Mattei di Roma, a cura di F. Cappelletti, L. Testa, Roma 1994, pp. 29, 46 n.28.
O. Ferrari, S. Papaldo, Le sculture del Seicento a Roma, Roma 1999, p. 475
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Bernini dai Borghese ai Barberini: la cultura a Roma intorno agli anni Venti, atti del convegno (Roma, 1999) a cura di O. Bonfait, A. Coliva, Roma 2004, p. 83.
A. Gonzalez Palacios, Arredi e ornamenti alla corte di Roma 1560-1795, Milano 2004, p. 296, fig. 26.
G. Pellini, in I Borghese e l’antico, catalogo della mostra (Roma, Galleria Borghese, 2011-2012), a cura di A. Coliva, M.-L. Fabréga-Dubert, J.-L. Martinez, M. Minozzi, Milano 2011, pp. 280-281, cat. 22.
S. Pierguidi, Bellori e i putti nella scultura del Seicento. Bernini, Duquesnoy, Algardi, in “Marburger Jahrbuch für Kunstwissenschaft”, 39, 2012, pp.155-180, fig. 6.
Scheda di catalogo 12/01008630, Russo L. 1983; aggiornamento Felici S., 2020.

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