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Venere e Amore

Naldini Giovan Battista, maniera
(Fiesole 1537 - Firenze 1591)


Il soggetto dell’opera, in collezione dalla fine del Seicento, è di ispirazione classica. Per la posizione sdraiata di Venere rimanda ai sarcofagi del thyasos marino. Le linee, semplificate al massimo, formano i volumi e modellano i corpi. L’ignoto artista, vicino ai modi del Naldini, utilizza solo pochi tratti ad andamento per lo più orizzontale variando unicamente la densità del colore; tale sistema pittorico, caratterizzato da una notevole libertà nel segno rispetto alle versioni di più stretta dipendenza con le fonti antiche, conferisce ordine e naturalezza all’immagine che acquista un’inusuale raffinatezza.


Scheda tecnica

Materia / Tecnica | olio su tela, cm 55 x 46


Inventario | 206

Posizione | I depositi


Periodo | '500


Tipologia | pittura




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