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Venere scopre la bellezza di Psiche

Luteri Giovanni detto Dosso Dossi
(Ferrara 1489 - 1542)


Il dipinto faceva probabilmente parte del nucleo di opere inviate da Enzo Bentivoglio al cardinale Scipione Borghese nel 1608. Il soggetto rappresentato, già indicato come Diana e Callisto, è stato poi identificato come Venere scopre la bellezza di Psiche. L’opera, ritenuta spesso frutto di collaborazione con il fratello Battista Dossi, viene oggi ricondotta in modo sostanziale alla mano di Dosso per l’alta qualità del paesaggio e per lo splendido nudo in primo piano, per i quali sono chiari i riferimenti alle correnti classiciste romane, riscontrabili nella rielaborazione offerta da Giulio Romano nella decorazione di Palazzo Te a Mantova.


Scheda tecnica

Materia / Tecnica | olio su tela, cm 112 x 141,5


Inventario | 304

Posizione | Sala 15 – Sala ​dell’Aurora


Periodo | '500


Tipologia | pittura