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Flagellazione di Cristo

Tisi Benvenuto detto Garofalo
(Garofalo o Ferrara 1476 - Ferrara 1559)


Il dipinto fa parte del nucleo di quadri appartenuti a Lucrezia d’Este e passati in eredità a Olimpia Aldobrandini, moglie di Paolo Borghese. La struttura compositiva dell’opera, basata sulla rigida simmetria frontale delle figure rispetto all’elemento architettonico centrale, conferisce alla scena un carattere teatrale. La figura di Cristo è caratterizzata dal forzato bilanciamento del corpo, mentre quelle dei due aguzzini hanno una posa studiata e innaturale. L’atmosfera così creata porta ad accostare il dipinto ad alcune opere contemporanee di Mazzolino, al quale rimanda anche la sottile tendenza al grottesco che pervade alcune figure. Una nuova attribuzione riferisce la tavola al pittore ferrarese Domenico Mona (Ferrara 1550 ca – Parma 1602 ca).


Scheda tecnica

Materia / Tecnica | olio su tavola, cm 70 x 40


Inventario | 237

Posizione | Sala 11 – Sala ​della pittura ferrarese


Periodo | '500


Tipologia | pittura




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