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Statua di Satiro danzante

II secolo d. C.

Arte romana


La scultura fu rinvenuta durante gli scavi di un notevole complesso residenziale presso Monte Calvo in Sabina, nel 1824.

Fu restaurata intorno al 1830 da Bertel Thorvaldsen e acquistata dalla famiglia Borghese nel 1834.

Per la matura attenzione all’anatomia, resa con accurata notazione di ogni particolare, per la ricercata contrapposizione tra arti inferiori e superiori, l’archetipo è riferito al periodo ellenistico nell’ambito della scuola sicionia: notevole è l’analogia della torsione con la Prassilla (riconosciuta nella Danzatrice tipo Berlino), mentre il volto ricorda il Socrate del tipo B, opere attribuite entrambe a Lisippo.


Scheda tecnica

Materia / Tecnica | marmo pentelico


Misure | alt. senza plinto m. 2.05


Inventario | CCXXV

Posizione | Sala 8 – Sala ​del Sileno


Periodo | Arte Antica


Tipologia | scultura


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  • Provenienza
  • Restauri
  • Bibliografia
Scheda
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La scultura fu rinvenuta durante gli scavi di un notevole complesso residenziale, risalente al I secolo d.C., presso Monte Calvo in Sabina, nel 1824.

Restaurata intorno al 1830 da Bertel Thorvaldsen e acquistata dalla famiglia Borghese nel 1834, la statua fu inserita nel vano che, nella collezione precedente, ospitava il Sileno col piccolo Dioniso, ora al Louvre.

Per la matura attenzione all’anatomia, resa con accurata notazione di ogni particolare, per la ricercata contrapposizione tra arti inferiori e superiori, l’archetipo è riferito al periodo ellenistico nell’ambito della scuola sicionia: notevole è l’analogia della torsione con la Prassilla (riconosciuta nella Danzatrice tipo Berlino), mentre il volto ricorda il Socrate del tipo B, opere attribuite entrambe a Lisippo.

La figura si avvolge intorno all’asse verticale in un passo di danza, portando avanti il piede sinistro, il destro è allineato con l’incrocio delle gambe. La torsione si compie con lo scarto del busto volto, insieme al capo, verso sinistra, mentre le braccia con i cembali nelle mani, di restauro, non concludono organicamente il movimento a spirale, che originariamente doveva risolversi nella presa del doppio flauto portato alle labbra. Il volto è incorniciato da una folta barba a ciocche che scendono ritorte fino alla metà del petto; la capigliatura è trattenuta da una tenia da cui fuoriesce una massa di capelli che ricade sulla spalla.

Sul tronco di sostegno dietro la figura del Satiro è adagiata la pardalis, pelle ferina caratteristica dei partecipanti ai cortei dionisiaci.

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Provenienza
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Proviene dagli scavi di Monte Calvo in Sabina del 1824.

Acquistata dalla famiglia Borghese nel 1834.

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Restauri
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1830 circa, Bertel Thorwaldsen: parte esterna del plinto; parte inferiore del tronco; il muso e l’orlo inferiore della pardalis; parte anteriore dell’alluce sinistro; metà posteriore del piede destro; gamba sinistra ricomposta da quattro frammenti; parte inferiore della gamba destra; le braccia dall’attacco dei bicipiti; la testa è ricomposta da frammenti; due ciocche della barba; la punta del naso; una ciocca di capelli sulla tempia destra.

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Bibliografia
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