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IL PROGRAMMA 2026 DELLE MOSTRE


IL PROGRAMMA 2026 DELLE MOSTRE

La Galleria Borghese arriva al 2026 forte di un successo senza precedenti: nel 2025 ha registrato 630.759 visitatori, un record che conferma la sua capacità di aprirsi a pubblici sempre più ampi e diversificati.

Su questa spinta si innesta il programma 2026 che coniuga inclusione, ricerca scientifica e nuove modalità di fruizione della collezione. Il calendario intreccia tutela e valorizzazione, sperimentazione e apertura internazionale, mettendo al centro l’esperienza del pubblico.

Il programma si è aperto a gennaio con Zanabazar alla Galleria Borghese. Dalla Mongolia al Barocco globale, in collaborazione con il Museo di Arte Orientale di Torino. Fino al 22 febbraio, due straordinarie opere dell’artista mongolo dialogano con i capolavori di Bernini, attivando un confronto inedito tra culture lontane ma affini per forza inventiva.

Il 2026 segna anche il ritorno delle mostre dossier, progetti mirati che rileggono la storia della collezione. Con le esposizioni Ritorno alla Galleria Borghese. Giovan Francesco Penni e la bottega di Raffaello (10 marzo – 3 maggio 2026), a cura di Lucia Calzona, e Marcello Provenzale da Cento. Un genio del mosaico barocco nella Roma dei Borghese (17 marzo – 10 maggio 2026), ciascuna allestita in una sola sala, la Galleria restituisce al pubblico opere, protagonisti e snodi fondamentali del proprio patrimonio.

Cuore del programma espositivo è, dal 23 giugno al 20 settembre 2026, la grande mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti, a cura di Francesca Cappelletti e Frits Scholten, realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam, in cui va in scena dal 6 febbraio al 25 maggio 2026. Nato da un dialogo scientifico condiviso, il progetto si sviluppa a Roma in una configurazione autonoma e originale, concepita in stretta relazione con la collezione, gli spazi e la storia della Galleria Borghese. A partire dalleMetamorfosi di Ovidio, uno dei testi fondativi e più duraturi dell’immaginario occidentale, la mostra esplora il tema della metamorfosi come principio universale e come chiave di lettura del cosmo, della materia e della condizione umana. Dai grandi maestri del Rinascimento e del Barocco fino ad artisti di secoli più vicini a noi – tra cui Correggio, Michelangelo, Tiziano, Rubens, Poussin, fino a Gerôme, Rodin e Brancusi – l’esposizione restituisce la forza visiva e concettuale dei racconti ovidiani, capaci di dare forma a passioni, desiderio, conflitti, violenza e redenzione. Intorno all’Apollo e Dafne e al Plutone e Proserpina di Gian Lorenzo Bernini, e agli altri capolavori a soggetto mitologico della Galleria, la mostra riafferma l’attualità del mito e il suo ruolo centrale nella costruzione dell’immaginario europeo. Per questa mostra la Galleria Borghese ringrazia Intesa Sanpaolo – Gallerie d’Italia e Webuild Spa per il loro sostegno.

A completare il programma, nuovi percorsi tematici, strumenti multimediali e esperienze immersive rafforzano l’accessibilità e il dialogo con il pubblico. Con il 2026, la Galleria Borghese conferma il suo ruolo di laboratorio vivo di ricerca, innovazione e bellezza condivisa.




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